Il problema alcol nei centri anziani: una proposta
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Vietare l'alcol
Vorrei portare all'evidenza un problema relativo alla maggior parte dei centri anziani ed in particolare a quello di Povegliano, ma potrebbe
essere preso ad esempio qualsiasi altro paese della provincia.
Sottolineando l'egregia, direi indispensabile, funzione sociale che svolgono, per cui possibilmente andrebbe anche ampliato l'orario di
apertura, v'è da rimarcare un problema non indifferente già risolto in alcuni, pochi, centri della provincia, relativo alla mescita di:
alcolici - vino ed affini.
Considerando che nella maggior parte dei casi l'anziano medio è anche mediamente afflitto da qualche malattia e che l'alcol certamente non
contribuisce né a migliorargli la situazione né a migliorarne la socializzazione, chiedo per quale motivo le Asl di competenza in accordo con
le municipalità locali non vietino la distribuzione di tali bevande o quantomeno impongano un contingentamento responsabile alla mescita.
Così come sono vietati alcolici ai giovani sotto una certa età dovrebbero essere vietati anche ad anziani che talvolta non sono nella
migliore delle condizioni psico-fisiche.
Inoltre sono disponibili bevande quali birra e vino de-alcolati o a bassa gradazione che potrebbero in ogni caso sopperire allo scopo.
La mancata somministrazione di alcolici non limita affatto l'uso di tali centri come qualcuno ha cercato di sottolineare. Anzi, ne migliora
la fruibilità e la considerazione.
In vari Paesi esteri soprattutto nordici, è prassi comune che nei luoghi di aggregazione sociale frequentati da persone in qualche modo
«sensibili» queste bevande non vengano distribuite.
Egisto Mantovani - VERONA
(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)