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Dipendenze da internet, i "malati" raddoppiano

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Dipendenze da internet, i “malati” raddoppiano

Mentre i ragazzi trovano su internet qualsiasi tipo di intrattenimento - l’ultima moda è quella che vi abbiamo raccontato ieri, lo spotted, dove protetti dall’anonimato scherzano su compagni e professori - contemporaneamente è utile analizzare la qualità della presenza sul web dei ragazzi,
Se ne parlerà proprio a Modena sabato 6 aprile, quando la nostra città diventerà per un giorno capitale delle dipendenze da internet grazie all’intervento del dottor Alberto Rossetti, ospite dell’associazione Noè.

Al Centro Famiglia di Nazareth, infatti, l’esperto sarà protagonista degli incontri dal titolo “Genitori e figli, un incontro possibile?”, organizzato dal consultorio diocesano familiare.

Il fenomeno delle dipendenze da internet è in costante aumento, come spiega lo stesso Rossetti: «Negli ultimi anni mi sono occupato in particolare della problematica delle dipendenze da internet (Internet Related Psychopathology), attraverso la cura di alcuni ragazzi che presentano sintomi riconducibili a questa patologia e il sostegno a genitori che chiedono aiuto perché non riescono più a “staccare” il figlio dal monitor del computer. Il fenomeno delle dipendenze da internet sta aumentando anche nel nostro paese in concomitanza con la maggiore alfabetizzazione informatica (alcuni dati stimano che, nei paesi occidentali, nell'ultimo anno gli accessi alla rete siano aumentati dell'82% e che il numero di minuti passati in rete sia anch'esso aumentato del120% - Nielsen, Social Media Report 2012) e con il progressivo trasferimento di molte attivitá nel mondo virtuale.

Questi dati non devono certo spingere verso una chiusura nei confronti di ciò che la rete può offrire ma devono imporre una riflessione sulle modalità con le quali stare nel virtuale e su come anche gli stili educativi debbano tenere conto della digitalizzazione della nostra società».

Che cosa fanno i nostri figli su internet?

«Partecipano a giochi di ruolo, scaricano le serie tv americane, costruiscono video da caricare su YouTube. Non si sentono mai solo. Perché dall’altra parte dello schermo c’è qualcuno.

«Attraverso i loro profili online i nostri ragazzi vivono una vita parallela, in cui non differenziano più il confine tra il mondo reale e quello virtuale - spiega Alberto Rossetti, che è psicologo in prima linea allo sportello in via Leoncavallo, Torino Nord e collabora anche col Gruppo Abele - Diventano una cosa solo con il loro avatar. Fanno incontri sentimentali, conquistano nuovi mondi, provano emozioni e sensazioni vere».

Il percorso del consultorio è chiaro: «Si tratta di una proposta formativa, promossa da Noè e realizzata dal Consultorio Diocesano Familiare, tramite uno staff di psicologi-pedagogisti, rivolta ai genitori, ma che coinvolge anche i ragazzi, con l’obiettivo di far incontrare due mondi all’apparenza così distanti e opposti per offrire ai genitori la possibilità di entrare nel mondo degli adolescenti attraverso un percorso di consapevolezza che possa generare domande, riflessioni e confronto, con lo scopo non di dare risposte rigide e preconfezionate, ma di fornire strumenti interpretativi e comunicativi per far sì che ogni genitore possa trovare il proprio modo di stare insieme al ragazzo e di avere la possibilità di esserci, per sostenerlo e accompagnarlo nell’attraversata del diventare adulto».


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)