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Addiction & Health: maggior rischio di ictus nei consumatori di oppio, uno studio iraniano

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Studio iraniano: maggior rischio di ictus nei consumatori di oppio

L'ictus è una delle principali cause di mortalità e morbilità in tutto il mondo, ed alcuni studi hanno suggerito che il consumo di oppio possa essere associato ad aumento del rischio di ictus ischemico (causato dall’occlusione di un vaso sanguigno). Per questo motivo, un team di ricercatori iraniani della Kerman University of Medical Sciences ha svolto uno studio trasversale che aveva lo scopo di analizzare la frequenza della dipendenza da oppio nei pazienti con ictus ischemico, e di confrontare i cambiamenti cerebrovascolari nei pazienti tossicodipendenti e non.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Addiction & Health.


Sono stati coinvolti nello studio 97 pazienti con diagnosi di ictus ischemico, confermata da esami di neuroimmagine. Tutti i pazienti sono stati sottoposti al doppler cerebrovascolare nei primi 4 giorni dai sintomi d’esordio. Inoltre, ogni paziente ha compilato un questionario che chiedeva dati demografici e informazioni sul consumo di oppio.


Dai risultati è emerso che 38 pazienti (39,18%, 31 maschi e 7 femmine) avevano una dipendenza da oppio mentre gli altri 59 (26 maschi e 33 femmine) non erano consumatori di questa sostanza. Inoltre, è stato riscontrato che, tra i fattori di rischio per l'ictus, il consumo di tabacco era più alto nei tossicodipendenti rispetto agli altri pazienti. Invece, non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda la frequenza di stenosi vascolari (restringimento dei vasi sanguigni) e la loro posizione. Essendo il primo studio in questo campo che si basa sui risultati degli ultrasuoni sui vasi sanguigni, gli autori non hanno potuto comparare i loro dati con quelli di altri ricerche.


In conclusione, anche se il modello di stenosi era simile tra i gruppi, è emerso che più di un terzo dei pazienti che avevano avuto un ictus ischemico sono risultati dipendenti da oppio, con una frequenza superiore rispetto alla popolazione generale.
 

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(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)