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Adolescenti e alcol: un binomio pericoloso

Adolescenti e alcol: un binomio pericoloso

Adolescenti e alcol: un binomio pericoloso

L’Europa è il continente dove si consumano più bevande alcoliche al mondo e l’Italia è uno dei primi paesi per consumo di vino, anche se tra i giovani si sta diffondendo sempre di più la birra. Oltre ad una corretta educazione alimentare è fondamentale che i genitori educhino i propri ragazzi ad approcciare nel modo giusto alle bevande alcoliche.

Giovani e alcol: dall’uso all’abuso

Il “binge drinking” è il consumo occasionale di elevate quantità di alcol in contesti di socializzazione e divertimento, molto diffuso tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. Un’indagine condotta nel 2012 dall’ISTAT ha rivelato che il 14,8% dei giovani fra i 18 e i 24 anni ha assunto comportamenti di binge drinking, il 20,1% tra i maschi e il 9,1% tra le femmine. Si stima che nel 2013 il 63,9% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno (dati ISTAT). Tra il 2003 e il 2013 si è assistito ad una diminuzione del consumo giornaliero e il contemporaneo aumento della bevuta occasionale, dal 37,6% nel 2003 al 41,2% nel 2013.

Niente alcol almeno fino a 16 anni
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia la totale astensione da qualsiasi tipo di bevanda alcolica prima dei 16 anni: in base a vari studi è stato riscontrata una probabilità quattro volte superiore di sviluppare alcol-dipendenza in età adulta nei ragazzi che hanno assunto alcol al di sotto dei 21 anni. L’alcol non è un nutriente ma una sostanza estranea che il nostro organismo è in grado di smaltire, principalmente a livello epatico e solo fino ad una certa soglia. Tale soglia massima di tollerabilità dipende dal sesso, dal peso corporeo, dalla modalità di consumo e soprattutto dall’età. Nel nostro organismo l’alcol viene metabolizzato attraverso un enzima epatico, chiamato alcol deidrogenasi (ADH) fisiologicamente carente fino ai 16-18 anni. Quindi i ragazzi fino a quell’età non sono in grado di smaltire efficientemente l’alcol e il suo consumo, soprattutto in quantità elevate, risulta estremamente pericoloso.

Alcol: una “sostanza da abuso” che agisce sul cervello
Ma quali sono gli effetti dell’alcol sul cervello? L’alcol è a tutti gli effetti una sostanza neuroattiva perché agisce direttamente sul cervello. A differenza delle altre sostanze di abuso l’alcol non ha un recettore specifico ma agisce attivando o inibendo vari circuiti neuronali. L’alcol ha un effetto ansiolitico e provoca: rilassatezza, miglioramento dell’umore, euforia fino alla perdita della coordinazione motoria e distorsione del sistema percettivo. Ad elevate dosi si può arrivare all’intossicazione acuta da alcol con conseguente incoscienza e coma etilico.

Genitori: dare il buon esempio è fondamentale
Spesso sono proprio i genitori ad offrire il primo bicchiere ai propri figli (addirittura al di sotto dei 10 anni) in particolari occasioni, come ad esempio durante i brindisi delle feste natalizie. Questo gesto, apparentemente innocente e poco importante, può dare un imprinting scorretto al bambino che si abitua fin da piccolo al sapore e agli effetti della sostanza. Risulta inoltre utile informare i ragazzi, specialmente durante l’adolescenza, sugli effetti dell’abuso di alcol rendendoli consapevoli della pericolosità della sbornia di una sera.

 

(...omissis...)


copia integrale del testo si può trovare al seguente link:
 http://www.superkidsout.it/adolescenti-e-alcol-un-binomio-pericoloso/


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)