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Archives of General Psychiatry: interazioni tra consumo di marijuana e sindromi psicotiche

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Marijuana: THC principale imputato della sindrome psicotica

I ricercatori dell' Institute of Psychiatry, King's College di Londra hanno studiato con la Risonanza Magnetica funzionale (fMRI) gli effetti sul cervello di 2 componenti principali della marijuana, il ?9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD), prendendo come campione 15 giovani ragazzi (età media 27 anni) consumatori occasionali di cannabis. Gli studiosi hanno investigato l’effetto predisponente della droga allo sviluppo di sintomi psicotici, come paranoia e pensieri depressivi. Numerosi studi hanno già dimostrato la forte relazione tra il consumo regolare di marijuana e lo sviluppo di sintomi psicotici. In questo studio, i partecipanti sono stati sottoposti a fMRI in 3 occasioni, corrispondenti alla somministrazione di 3 diverse capsule contenenti rispettivamente 10 milligrammi di THC, 600 mg di CBD e un placebo. L’esperimento e’ stato condotto in ambiente controllato monitorando che nessun soggetto avesse precedentemente fumato marijuana. La fMRI e’ stata effettuata 1 o 2 ore dopo l’ingestione delle capsule. Durante la scansione i soggetti dovevano eseguire un semplice compito di riconoscimento visivo (premere un pulsante indicando la direzione di una freccia luminosa). L’analisi dei dati ha dimostrato che THC e CBD influenzano in modo diverso l’attivita’cerebrale. Il THC risulta infatti associato ad una irregolare attivazione del nucleo striato e della corteccia prefrontale laterale, regioni coinvolte nella percezione degli stimoli. Il THC amplifica la risposta cerebrale agli stimoli insignificanti riducendo l’attenzione agli stimoli salienti. Questo potrebbe portare a esasperare l’attenzione verso i dettagli poco importanti dell’ambiente esterno, predisponendo alla paranoia e ai pensieri aberranti. Il CBD dimostra invece l’effetto opposto, aumentando la risposta del cervello alla salienza degli stimoli e di conseguenza innalzando i livelli d’ansia e lo stato d’allerta generale dell’individuo. Questi risultati dimostrano quindi che lo stato psicologico indotto alla marijuana riflette una specifica risposta nel cervello, sensibile in maniera diversa agli effetti delle componenti psicotrope che compongono la sostanza, in grado di indurre vere e proprie sindromi psicotiche.


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)