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Centre for Addiction and Mental Health: tabagismo, scoperto l'interruttore che riesce a bloccare il desiderio

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Fumo, scoperto l'interruttore che riesce a bloccare il desiderio

La ricerca del Centre for Addiction and Mental Health di Toronto. L'esposizione alla nicotina provoca l'interazione tra due neuro recettori nel cervello: l'inibitore identificato dall'équipe agisce evitando questo collegamento

Non basta rinunciare per qualche giorno. La voglia di accendere di nuovo una sigaretta può tornare anche quando si è quasi sicuri di aver sconfitto il vizio. Succede a molti ex tabagisti che spesso riprendono a fumare anche dopo mesi di astinenza. Ora in aiuto di chi vuole dire addio in modo definitivo alle bionde, arrivano i primi dati di una ricerca. E' stato individuato un nuovo inibitore che può aiutare i fumatori pentiti a non ricominciare. Lo studio, sperimentato sui topi, porta la firma del Centre for Addiction and Mental Health 1 di Toronto ed è pubblicato sul 'Journal of Experimental Medicine'.
La sperimentazione sui topi. I ricercatori hanno scoperto che nei fumatori più incalliti l'esposizione alla nicotina provoca l'interazione tra due neuro recettori nel cervello: l'inibitore identificato nel corso delle analisi agisce evitando questo collegamento. Nei topi addestrati ad autosomministrarsi la nicotina, l'inibitore non ha avuto nessun effetto sulla loro propensione a cercare la sostanza. Ma nelle cavie 'ex fumatrici', a cui era stata fatta perdere l'abitudine, l'inibitore ha ridotto il numero di recidive dopo l'esposizione a stimoli ambientali in precedenza associati all'assunzione di una dose di nicotina. Secondo gli scienziati, "se l'inibitore funziona allo stesso modo anche nell'uomo, si potrà fornire un nuovo potente strumento per ridurre, nelle persone che hanno smesso di fumare, il desiderio e la voglia di ricominciare".
L'aspetto psicologico. "La novità di questa ricerca è quella di aver studiato principalmente gli aspetti della dipendenza legati agli stimoli ambientali - spiega Roberta Pacifici direttore  dell'Osservatorio fumo, Alcol e droga  dell'Istituto Superiore di Sanità 2- , come, ad esempio, la gestualità e tutto quello che rientra nel comportamento psicologico. Si è spostato l'interesse metodologico che prima si concentrava sulla dipendenza dalla sostanza". Secondo molti esperti infatti l'aspetto psicologico ha un ruolo importante nella dipendenza da fumo. Non è solo la nicotina a creare dipendenza, ma tutta la gestualità legata al consumo di bionde.
I dati. I dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità sul tabagismo sono piuttosto allarmanti: ogni sei secondi il tabacco uccide una persona. Spesso il vizio incomincia molto presto. Una ricerca 3 recente dell'associazione I-think 1, rivela che "chi comincia a fumare a 15 anni ha "una probabilità di morire di cancro tre volte maggiore rispetto a chi inizia 10 anni più tardi". C'è chi per superare il problema e abbandonare il vizio sceglie la sigaretta elettronica, ma secondo una ricerca 4 presentata all'European Respiratory Society (Ers), possono danneggiare bronchi e polmoni.
I centri in Italia. Per combattere un problema che conseguenze dirette sulla salute di milioni di persone sono state avviate campagne per combattere il tabagismo. Aspettando i risultati definitivi delle sperimentazioni in materia, in Italia è possibile rivolgersi 5 al Telefono verde fumo (800.55 40 88) e a uno dei 400 centri distribuiti sul territorio.


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)