Cesenatico: proposti sulle auto "sensori anti alcol"
Cesenatico: proposti sulle auto "sensori anti alcol"
Sulla piaga degli incidenti causati da alcol intervengono Malossi e Nestola, presidenti rispettivamente del Comprensorio
Cesenate e della Fipe Confcommercio. Singolare la loro 'proposta tecnologica'
Sui problemi legati all'abuso di alcol e degli incidenti causati da questa piaga, intervengono Salvatore Nestola e Angelo
Malossi, presidenti rispettivamente della Fipe Confcommercio di Cesenatico e del Comprensorio Cesenate. I due imprenditori
sottolineano il giusto giro di vite, fatto con la riforma del codice della strada approvata recentemente, tuttavia chiedono
di andare oltre e fanno proposte.
Malossi chiede di adottare una tecnologia sulle auto, per evitare che al volante si mettano persone che hanno alzato il
gomito. Spiega Malossi: 'E' possibile installare sulle auto dei sensori in grado di fermare il motore a chi ha fatto un
eccessivo uso di alcol. E' una proposta interessante, già discussa all'interno della Confcommercio, dove ha trovato consensi.
Lavoreremo insieme alla Fipe nazionale, per la stesura di una direttiva che preveda l'obbligatorietà di sensori all'interno
delle vetture, per verificare se il conducente è in uno stato psicofisico alterato e, in tal caso, impedire l'avvio del
motore'.
Ricordiamo che in base alle nuove regole, tutti i pubblici esercizi, quindi bar, pub, ristoranti e discoteche, non possono
più somministrare alcool dopo le tre di notte; mentre negozi, supermercati e attività come piadinerie e pizze al taglio,
devono interrompere a mezzanotte la vendita di alcolici.
Le uniche eccezioni sono capodanno e Ferragosto. Secondo Salvatore Nestola e Angelo Malossi, è positivo che le nuove
restrizioni siano state estese anche ad altre attività oltre ai bar e alle discoteche. Sino ad oggi accadeva infatti che
intere compagnie di giovani, prendevano l'abitudine di rifornirsi da chioschi e ambulanti, per bere alcolici in piena notte e
poi far ritorno nei locali.
Nestola, proprietario di un grande pubblico esercizio a Cesenatico, lancia un messaggio significativo: 'Il modo in cui si
consuma l'alcol è un fenomeno sociale. Per questo noi imprenditori non possiamo limitarci a difendere gli interessi della
categoria, ma dobbiamo tenere alto il livello di responsabilità, specie quando l'abuso di alcolici intacca la salute dei
giovani'.
'Per i titolari di pubblici esercizi - prosegue Malossi -, il sacrificio è meno pesante rispetto all'ipotesi iniziale voluta
in Senato, di obbligare tutti i ristoranti, a prescindere dall'orario di chiusura dell'attività, a dotarsi di etilometri il
cui costo si aggira attorno ai 400 euro, e di esporre le tabelle. Il nuovo codice della strada lo impone infatti soltanto
agli esercizi aperti oltre la mezzanotte. Il provvedimento nel suo insieme si pone l'obiettivo di ridurre il numero e la
gravità degli incidenti stradali, legati alla guida in stato di ebbrezza. L'esperienza ci insegna che i divieti da soli
servono a poco. Anzi, potrebbero produrre per paradosso l'effetto contrario a quello auspicato. Forse, piuttosto che vietare
l'alcol sarebbe più efficace comunicare che non bisogna abusarne perché fa male alla salute e non perché è proibito, e
contestualmente dotare le auto di nuove tecnologie'.
Giacomo Mascellani