Dipendenze: riscrivere la memoria spaziale per evitare ricadute
Dipendenze: riscrivere la memoria spaziale per evitare ricadute
I neuroni di posizione che riconoscono un ambiente possono contribuire a scatenare una ricaduta nelle persone uscite da una dipendenza, a causa dell'associazione tra un luogo e la sostanza d'abuso.
Una ricerca sui topi dimostra che resettando artificialmente quei neuroni si può eliminare quell'associazione
Le ricadute in una dipendenza sono spesso legate alla tendenza del soggetto a continuare a frequentare gli ambienti associati al ricordo della gratificazione offerta dalla sostanza o dal comportamento di cui abusavano. Ora, una ricerca condotta sui topi ha dimostrato che è possibile manipolare quel tipo di ricordo, ed evitare la preferenza per quei luoghi.
Lo studio è stato condotto da ricercatori dell'Università di Oxford che firmano un articolo pubblicato su "Nature Neuroscience".
Alcuni neuroni dell'ippocampo, le cosiddette cellule di posizione o "neuroni GPS" - la cui scoperta è valsa il Nobel per la medicina nel 2014 a John O'Keefe, May-Britt ed Edvard Moseri - si attivano quando ci si trova in una posizione particolare (nota) dell'ambiente. Se questo ambiente è associato a una sostanza d'abuso, la loro attivazione innesca anche l'attivazione dei neuroni che ne conservano il cosiddetto engramma, ossia quelli in cui è archiviato il ricordo "positivo" rappresentato dalla sostanza d'abuso.
Dipendenze: riscrivere la memoria spaziale per evitare ricadute
Studi precedenti hanno mostrato che i ricordi possono essere manipolati artificialmente, ma dato che ogni cellula di posizione può contribuire a un numero elevato di rappresentazioni differenti, finora non si sapeva se fosse possibile modificarli selettivamente in modo da annullare l'associazione tra un luogo e un comportamento.
(...omissis...)
copia integrale del testo si può trovare al seguente link:
http://www.lescienze.it/news/2016/02/24/news/neuroni_posizione_resettare_associazione_luogo_droga-2983365/
(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)