Piacenza: iniziativa di prevenzione dei disturbi alimentari
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Operatrici sanitarie modelle per un giorno contro bulimia e anoressia
Modelle d'eccezione, domenica 30 ottobre, in occasione della originale iniziativa che chiude con un sorriso l'edizione 2011 della
manifestazione Pulcheria. Circa 30 professioniste dell'Azienda Usl di Piacenza smetteranno per un giorno il camice bianco o la divisa e
indosseranno abitI d'alta moda, tra cui tre creazioni della giovane stilista piacentina emergente Camilla Vaccari, che proporrà al pubblico
un assaggio del proprio talento.
L'evento, fissato per le ore 16.30 a palazzo Gotico (piazzetta Mercanti), è intitolato "Non pesare la vita... Sbilanciati!", ed è stato
realizzato in collaborazione con il Comune di Piacenza e l'associazione Puntoeacapo. Lo scopo è contrastare la forte pressione culturale
esercitata verso il mito del corpo magro, mito così difficile da sradicare, e riportare il valore della persona lontano dalla mera estetica.
Moda e televisione lasciano ancora troppo poco spazio, infatti, a immagini di donne sane e normali, proprio come sono le affermate
professioniste che hanno prestato il loro volto all'iniziativa. Si tratta di dottoresse, infermiere, operatrici socio sanitarie, logopediste,
tecniche di laboratorio, tecniche di fisiopatologia, caposala, sociologhe, amministrative.
PIACENZA ALL'AVANGUARDIA CONTRO I DISTURBI ALIMENTARI - A Piacenza è attivo da anni un programma specifico per la diagnosi e cura dei
disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia e binge eating, alimentazione incontrollata) che vede impegnata un'equipe
multidisciplinare. La rete provinciale coinvolge e integra professionalità facenti capo a diversi diipartimenti: Nutrizione clinica,
Neuropsichiatria infantile e centri di Salute mentale, Pediatria di comunità distrettuali, reparti ospedalieri di Pediatria di Piacenza e
Fiorenzuola e Ser.T di Levante (a Cortemaggiore).
"L'anoressia nervosa - spiega Mara Negrati, responsabile dell'unità operativa di Nutrizione Clinica - è una malattia grave alla cui base vi è
una bassissima autostima; la magrezza diventa una sorta di identità di sé e i comportamenti ossessivi e compulsivi compromettono gravemente la qualità di vita. Anche nella bulimia nervosa la preoccupazione per il peso corporeo e per le forme del proprio corpo è da ricollegare
all'autostima; questa malattia si caratterizza per ricorrenti abbuffate con condotte compensatorie (induzione al vomito) per prevenire
l'incremento di peso".
(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)