Pignataro (CE), iniziativa "Non prendiamoci in giro"
Pignataro (CE), iniziativa "Non prendiamoci in giro"
Pignataro- Questa sera, alle ore 20.00, presso il parco San Giorgio a Monteoliveto, nell'ambito della "Festa di fine estate",
sarà presente l'Unità mobile di contatto del progetto "Non prendiamoci in giro". Un'iniziativa di informazione in strada
rivolta in modo particolare ai ragazzi, con l'obiettivo di arginare i fenomeni di dipendenza da alcool e droghe.
L'abuso di sostanze, in fasce sempre più ampie e trasversali della popolazione, è un fenomeno presente e visibile anche nella
nostra comunità.
Il perché non dobbiamo prenderci in giro ce lo spiegano due noti psichiatri italiani: Crepet e Andreoli.
"L'alcol e la cocaina, esattamente come la pillola della felicità (Il Prozac, N.d.r.)- scrive Crepet- promettono ai giovani
di alleviare, a costi abbordabili, la forma di sofferenza più grave e diffusa: quella indotta dalla sottrazione del futuro"
(Crepet, 2010).
"Le droghe di casa come l'alcol - riferisce- Andreoli- riescono a mutare la percezione di ben d'essere e mal d'essere, e
l'ubriaco, quando ha riempito la testa di alcol, si sente un poco eroe e racconta di sé storie che sono fatte di eroismi
inventati e di desideri di potenza che si legano soltanto all'alcol e alla sua azione sul cervello... Ciò è ancora più evidente
con le nuove droghe e con la cocaina in particolare, che in pochi minuti genera l'up. Una condizione in cui ci si sente più
disinibiti, con una percezione di una mente più attiva e quindi con capacità più soddisfacenti, meglio inseriti e felici.
Quando passa l'effetto e dunque l'azione della sostanza sulla biochimica del cervello, si prova il down, che inverte tutte
queste sensazioni, e si percepisce una incapacità generale, la timidezza, la debolezza. Queste sensazioni portano al
desiderio di assumere nuova cocaina e quindi si induce ancora un up a cui segue il down (Andreoli, 2010).
L'antidoto all'alcool e all cocaina a può essere la sorpresa di un'emozione, qualcosa che non hai gia sperimentato.
"Il balzo in avanti e quindi la gioia - scrive Crepet- come tutte le grandi emozioni vitali, nasce da qualcosa di imprevisto
e spiazzante, qualcosa che però abbisogna di un impegno creativo. Occorre tirare un sasso per rompere la compattezza piatta
del lago più immobile: la prevedibilità come stigma della quotidianità" (Crepet, 2010).
B/M