Termoli (CB): risse, aggressioni, teppismo, alcol economico sotto accusa
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Risse, aggressioni, teppismo: alcol economico sotto accusa
Termoli. Sabato scorso un 22enne termolese ha preso a calci e pugni, inspiegabilmente, alcune persone, "perfetti estranei" che hanno avuto la sfortuna di incrociare il suo cammino. Quando sono arrivati i Vigili Urbani, che lo hanno fermato portandolo in caserma dove successivamente è stato denunciato, le aggressioni messe a segno tra il Corso Nazionale e il Paese Vecchio erano arrivate a quota quattro. Due persone sono finite in ospedale con ferite, lesioni e fratture. «Un raptus violentissimo, una scena incredibile» riferiscono i passanti che hanno assistito sconvolti alla scena.
Qualche giorno prima, durante la Notte Bianca di Guglionesi, un ragazzino termolese è stato malmenato da coetanei ubriachi fradici. Finito in
ospedale, è stato ricoverato e operato alla mandibola, che un pugno sferrato con particolare brutalità gli ha fratturato.
Il sabato notte, di questi tempi, il Pronto Soccorso di Termoli diventa la "meta" di giovani e giovanissimi coinvolti in risse, specialmente
all'uscita delle discoteche, innescate da "futili motivi", per dirla con il linguaggio dei carabinieri. Ma dietro la lite per una ragazza o
per l'auto, c'è quasi sempre un abuso di alcol. Che viene venduto, a Termoli e nei Comuni dell'hinterland, anche ai minorenni. E spesso con
eccessiva disinvoltura.
E' un fatto "storico" anche questo, come tutti coloro che il fine settimana fanno un giro nei luoghi della "movida" possono riscontrare. Orde
di teen-ager seduti o in piedi in fondo a Corso Nazionale, oppure dalle parti di piazza Bega, con bicchieri di birra economica fra le mani,
accalcati davanti ai bar che propongono "cicchetti" di tequila e vodka mischiata a coca-cola o a succo di frutto a prezzi popolari. Ragazzini
e sempre più ragazzine, la cui età spesso non arriva a sedici anni, che ordinano con disinvoltura cocktail che anche un adulto abituato a
bere faticherebbe a gestire. E che riescono a ubriacarsi in fretta con 5 euro: miscugli ad alto tasso alcolico che evidentemente viene
venduto senza fare troppe storie e senza che il barista di turno chieda documenti di sorta per accertarsi di non infrangere la legge.
L'ordinanza firmata dal sindaco di Termoli Di Brino l'anno scorso di questi tempi, dopo molte polemiche e su richiesta anche di alcuni
genitori particolarmente preoccupati, non ha sortito gli effetti sperati. E' un fatto anche questo, sebbene con le dovute eccezioni e facendo
salvi quei gestori di locali con licenza di somministrazione alcolica che invece il problema se lo pongono a rinunciano a un po' di incasso
pur di non alimentare le "sbornie" fra i minorenni, che spesso amplificano il fenomeno del vandalismo notturno, specie nel Borgo Vecchio di
Termoli costantemente messo a ferro e fuoco per la disperazione di residenti e turisti.
«L'ordinanza che vieta di vendere alcol ai minori? Finora i controlli nei locali non hanno messo in evidenza infrazioni» riferisce il Pietro
Cappella, coordinatore della Polizia Municipale. Che ammette, tuttavia: «Il nostro lavoro in queste settimane si è concentrato su altro,
soprattutto. E mi riferisco alla lotta contro gli abusivi. Di controlli nei bar ne abbiamo fatti pochi».
Probabilmente più controlli e relative multe salate potrebbero fungere da deterrente contro l'abuso di alcol fra minori e minorenni. O forse
no, serve ben altro per evitare le facili tentazioni che un paio di cocktail o gin-lemon buttati giù d'un fiato riescono a promettere:
allegria, euforia, azzeramento dei freni inibitori. La questione è aperta.
(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)