Ue: fra due anni arriverà la "multa senza frontiere"
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Ue: fra due anni arriverà la "multa senza frontiere"
Ma prima gli Stati membri dovranno recepire la direttiva comunitaria
L'iter è iniziato oltre tre anni fa ma, se tutto va bene, ci vorranno ancora due anni perché in tutto Europa venga adottata quella che
OmniAuto.it ha definito la multa "senza frontiere", quel meccanismo cioé che riuscirà a punire sempre coloro che si rendono responsabili di
infrazioni all'estero. Il Consiglio dell'Unione Europea la scorsa settimana ha infatti adottato la direttiva 44/11 approvata precedentemente
dal Parlamento Europeo con la quale si avvia la creazione di una banca dati comune fra gli Stati membri che consentirà di identificare sempre
le vetture con targa estera di coloro che si rendono responsabili di violazioni al Codice della Strada. Gli Stati membri hanno due anni di
tempo per recepirla nelle norme nazionali, altrimenti saranno sanzionati.
GLI IMPUNITI IN TRASFERTA
Sembra incredibile, eppure, ammette Bruxelles, "oggi spesso le infrazioni non sono punite se sono commesse con un veicolo con targa di un
altro stato membro rispetto a quello in cui è stata commessa l'infrazione, in particolare se vengono rilevate senza contatto diretto fra
conducente e forze di polizia, come nel caso degli autovelox". I guidatori non residenti, nei Paesi in cui questo dato è disponibile, sono
circa il 5%, mentre la proporzione dei non residenti che commette eccessi di velocità varia dal 2,5% della Danimarca fino al 15% della
Francia. Nonostante le differenze nella struttura sociale fra Paesi, dunque, sembra che nella maggior parte dei casi gli eccessi di velocità
siano commessi più di frequente da chi si trova all'estero. Regno Unito, Irlanda e Danimarca invece non aderiranno.
SOLO IN QUATTRO CASI
La direttiva sulle multe "senza frontiere" inizialmente coprirà solo quattro tipi di infrazione: eccesso di velocità, guida in stato di
ebbrezza da alcol o droga, mancato uso della cintura di sicurezza e il passaggio col rosso ai semafori. Secondo lo studio condotto nel 2004
dalla Commissione Europea, il 75% degli incidenti stradali mortali nell'UE avviene a causa di questa quattro infrazioni, e per questo
definite "Big Killers" nel Programma 2011-2020 sulla sicurezza stradale. In seguito si aggiungeranno mancato uso del casco, uso delle corsie
d'emergenza o riservate ai trasporti pubblici e l'uso del telefono cellulare alla guida. Solo applicando le prime quattro fattispecie, la
Commissione ha stimato che si potrebbero salvare 5.000 vite all'anno.
VALE IL CODICE DELLA STRADA ESTERO
Come funzionerà questo nuovo meccanismo? Il tutto è ancora da definire nel dettaglio, ma l'UE ha stabilito che le sanzioni da applicare sono
quelle del Paese in cui si commette l'infrazione. Una volta che l'auto è stata identificata, l'autorità che ha accertato la violazione
invierà al proprietario una lettera con i dettagli della violazione commessa, l'entità della multa secondo il Codice stradale in vigore nel
proprio paese (almeno fino a quando non verrà adottato un Codice della Strada Europeo) e un modulo prestampato su cui specificare i dati del trasgressore. Entro 60 giorni il proprietario dovrà rispondere, assumendosi o meno la responsabilità. E pagare.
Autore: Daniele Pizzo
(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)